Escursionismo, sci, arrampicata, trail running, mountain bike: gli sport di montagna regalano avventure straordinarie, ma comportano anche un rischio di infortuni. Distorsioni articolari, tendinopatie, traumi muscolari e contusioni articolari: una gestione corretta fin dall’inizio fa la differenza tra un recupero rapido e un problema che si trascina nel tempo.
Quali sono gli infortuni più frequenti negli sport di montagna?
- Distorsioni e lesioni legamentose – Le distorsioni di caviglia e ginocchio sono tra i traumi più comuni, soprattutto in sport come sci, trail running e alpinismo. L’instabilità del terreno e i movimenti improvvisi aumentano il rischio di danni ai legamenti, tra cui il legamento crociato anteriore del ginocchio.
- Tendinopatie – L’uso ripetitivo dei muscoli senza un adeguato recupero può causare sovraccarico ai tendini, in particolare a quelli rotuleo e d’Achille. Spesso chi pratica escursionismo o trail running ignora i primi segnali di fastidio, rischiando di cronicizzare il problema.
- Lesioni muscolari – Contratture e lesioni muscolari sono possibili soprattutto in discipline che richiedono sforzi esplosivi, come lo sci alpino o l’arrampicata. Un riscaldamento adeguato e una preparazione fisica mirata sono essenziali per prevenire questi problemi.
Cosa fare in caso di infortunio? Il nuovo protocollo PEACE & LOVE
In passato si parlava del protocollo RICE e poi POLICE per gestire i traumi acuti. Questi acronimi identificavano una strategia prevalentemente legata al riposo e alla gestione passiva del trauma. Oggi le più recenti evidenze scientifiche prevedono di applicare il protocollo PEACE & LOVE, che guida sia la fase iniziale di recupero che quella successiva di riabilitazione e ritorno all’attività sportiva.
✔ Fase PEACE (nelle prime ore/giorni dopo l’infortunio):
- Protezione: limitare i movimenti e le sollecitazioni eccessive per evitare ulteriori danni.
- Elevazione: sollevare l’arto per ridurre il gonfiore.
- Avoid anti-inflammatories (Evitare farmaci antinfiammatori): l’infiammazione è parte del processo di guarigione, ridurla precocemente può essere controproducente.
- Compressione: utilizzare bendaggi compressivi per ridurre l’edema.
- Educazione: comprendere la natura dell’infortunio e affidarsi a un medico specialista per impostare il percorso corretto.
✔ Fase LOVE (quando il dolore si riduce e si passa alla riabilitazione attiva):
- Load (Carico): il movimento controllato è essenziale per una guarigione ottimale.
- Ottimismo: un approccio positivo e proattivo aiuta il recupero.
- Vascolarizzazione: esercizi aerobici leggeri migliorano il flusso sanguigno e accelerano la riparazione dei tessuti.
- Esercizio: programma progressivo per ripristinare forza, controllo motorio e stabilità articolare.
Visita medica e percorso riabilitativo: il vero segreto del recupero
Seguire il protocollo post-traumatico giusto aiuta, ma solo una visita medica precoce permette di escludere danni più gravi e di impostare il percorso riabilitativo corretto. Tornare in montagna senza limitazioni è possibile, ma serve una strategia di recupero su misura:
- Una diagnosi precisa con esami clinici e strumentali quando necessario.
- Un programma di esercizi specifici per ogni tipo di infortunio, supervisionato dall’inizio alla fine da un medico e applicato da un fisioterapista esperto.
- Un ritorno all’attività sportiva secondo un piano di incremento dei carichi graduale e progressivo, per prevenire recidive e migliorare la performance.
La montagna offre libertà, avventura e benessere, ma per viverla al massimo serve un corpo sano e preparato.
In caso di infortunio, affidarsi a un gruppo medico riabilitativo esperto è la scelta migliore per tornare a muoversi con sicurezza e senza dolore.
