La lombalgia rappresenta una delle patologie muscoloscheletriche più comuni tra i tennisti, con un’incidenza particolarmente elevata negli atleti di alto livello.
La lombalgia: cos’è?
La lombalgia (LBP – Low Back Pain) è una condizione dolorosa localizzata nella regione lombare della colonna vertebrale, spesso di natura multifattoriale. Nel tennis, sport caratterizzato da movimenti esplosivi, rotazioni del tronco ad alta velocità e ripetitività dei gesti tecnici, la lombalgia costituisce un problema significativo per la salute degli atleti. Studi epidemiologici riportano una prevalenza che varia dal 30 al 50% tra i tennisti professionisti nel corso della carriera (Campbell et al., 2013).
L’eziopatogenesi della lombalgia nel tennista è strettamente correlata alla natura intrinsecamente asimmetrica della disciplina, nonché all’interazione multifattoriale tra elementi intrinseci quali squilibri muscolari, disfunzioni del controllo motorio e alterazioni dell’allineamento posturale ed elementi estrinseci, tra cui la biomeccanica esecutiva del gesto tecnico, le caratteristiche della superficie di gioco e il carico allenante complessivo.
Le cause
Le principali cause includono:
- Microtraumatismi ripetuti: il servizio, in particolare, impone una torsione combinata a iperestensione lombare, predisponendo a sovraccarico discale e faccettale (Ng et al., 2005).
- Alterazioni biomeccaniche: asimmetrie muscolari, limitazioni di mobilità dell’anca e debolezza del core compromettono la stabilità del rachide lombare.
- Tecnica scorretta: errori nella meccanica del colpo, in particolare nel servizio e nel dritto in open stance, aumentano le forze di taglio e compressione sulla colonna.
- Fattori ambientali: superfici di gioco dure e utilizzo prolungato di scarpe non idonee accentuano le sollecitazioni assiali e torsionali.
La diagnosi
La diagnosi differenziale della lombalgia nel tennista richiede una valutazione clinico-funzionale approfondita:
- Anamnesi sport-specifica: insorgenza, durata, correlazione con il gesto atletico, intensità e irradiazione del dolore.
- Esame obiettivo: valutazione della postura, mobilità lombare, forza del core, pattern di movimento e test provocativi (es. test di Kemp, Straight Leg Raise).
- Diagnostica per immagini: risonanza magnetica per l’identificazione di patologie strutturali (ernie, discopatie, spondilolisi), TAC nei casi complessi o refrattari al trattamento conservativo.
L’intervento terapeutico deve essere multimodale, personalizzato in base al quadro clinico e allo stadio della patologia.
L’approccio conservativo
L’approccio conservativo prevede:
- Esercizio fisico e terapia posturale: esercizi di rinforzo del core, controllo motorio, stabilizzazione segmentaria e mobilizzazione vertebrale.
- Terapie fisiche strumentali: TENS, laserterapia ad alta potenza, tecarterapia, con efficacia documentata nei casi acuti o subacuti.
- Farmacoterapia: utilizzo mirato di FANS o miorilassanti, previa valutazione medico-sportiva.
- Modifica tecnica e carico: revisione biomeccanica dei gesti tecnici tramite videoanalisi, riduzione temporanea dell’intensità allenante.
In casi selezionati, può essere indicato l’approccio infiltrativo (es. analgesici, ozono, corticosteroidi) o, quando presenti indicazioni chiare, quello chirurgico (es. spondilolistesi instabili o ernie espulsive non risolte), secondo le linee guida internazionali. Le evidenze attuali suggeriscono che il PRP può essere un’opzione terapeutica promettente per la lombalgia cronica, soprattutto di origine discogenica. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi con campioni più ampi e follow-up a lungo termine per confermare questi risultati e definire i protocolli ottimali di trattamento.
La prevenzione
La prevenzione riveste un ruolo centrale nella gestione del rischio clinico, in particolare nei soggetti giovani che praticano tennis. È pertanto fondamentale promuovere e consolidare comportamenti protettivi e stili di vita corretti, finalizzati alla riduzione dell’incidenza della lombalgia.
La prevenzione primaria di questa condizione si fonda principalmente su:
- Programmi di core stability specifici per il tennista (Elliott et al., 2007).
- Educazione posturale e lavoro su mobilità e flessibilità di anche e colonna.
- Screening biomeccanico pre-stagionale.
- Gestione programmata del load management e del recupero.
- Ottimizzazione della tecnica attraverso coaching specializzato e videoanalisi.
La lombalgia nel tennis è una condizione altamente prevalente, che può compromettere la performance e la longevità sportiva. Un approccio integrato, che includa valutazione clinica, riabilitazione funzionale, educazione tecnica e monitoraggio del carico, rappresenta la strategia più efficace per la gestione e la prevenzione delle recidive.
Bibliografia
- Campbell RS, et al. Low back pain in elite tennis players. Br J Sports Med. 2013.
- Ng JKF, et al. Spinal loading during the forehand and backhand strokes in tennis players with low back pain. Clin Biomech. 2005.
- Elliott B, Reid M. Biomechanics and tennis. ITF Coaching & Sport Science Review. 2007.
