In una intervista apparsa sulle pagine sportive del quotidiano Il Resto del Carlino il direttore del Centro Studi Isokinetic, Francesco Della Villa, ha analizzato l’aumento degli infortuni nel calcio moderno considerandolo in parte inevitabile. Secondo Della Villa, l’aumento delle partite e l’incremento dell’intensità di gioco portano gli atleti «ai limiti estremi».
Il fatto che si giochi con pressioni alte, accelerazioni improvvise e un ritmo sempre più serrato contribuisce all’esposizione a rischi muscolari. Oggi un giocatore può raggiungere punte di velocità di 35-36 km/h: a quella velocità, anche con un’ottima preparazione, il rischio di “rottura” della macchina umana sale.

Della Villa precisa che non si tratta di chiedere ai giocatori di fare di più di quello che è nelle loro possibilità, bensì di gestire meglio la prevenzione e il recupero. Il distretto muscolare più colpito è quello dei flessori: circa un infortunio su quattro oggi riguarda questa zona. Seguono retto femorale, adduttori e polpaccio, mentre anche le lesioni al legamento crociato sono in aumento.
Un elemento di aggravamento è il calendario fitto: con partite ogni tre giorni, i carichi sono enormi e i tempi di recupero stretti. La proposta è chiara: avere rose più lunghe e applicare il turnover possono aiutare a mitigare il rischio.
Il Dott. Francesco Della Villa è stato intervistato da Massimo Vitali.
