Il ginocchio è la parte del corpo più esposta agli infortuni nello sci alpino, rappresentando oltre un terzo di tutti i traumi, sia negli sciatori amatoriali sia negli agonisti. Di questo ha parlato su La Gazzetta dello Sport il Dott. Lorenzo Boldrini di Isokinetic Milano Navigli.
Tra le lesioni più frequenti spicca la rottura del legamento crociato anteriore (LCA), che da sola costituisce circa il 15–20% degli infortuni negli adulti. Le cause sono molteplici e comprendono fattori intrinseci, come età, forma fisica e controllo motorio, ed estrinseci, legati a neve, tracciato, velocità e attrezzatura.

Negli sciatori agonisti, il rischio aumenta in gara, dove cadute, errori di giudizio, stanchezza e scarsa visibilità possono portare a una perdita di controllo. Gli studi hanno individuato tre principali meccanismi di lesione: slip-catch, dynamic snow plow e atterraggio con peso arretrato.
La prevenzione passa dall’identificazione dei fattori modificabili, come il valgismo dinamico del ginocchio, la forza muscolare e il controllo del movimento.
Programmi di allenamento mirati, basati su forza e training neuromotorio, e costruiti su misura per ogni sciatore, rappresentano oggi lo strumento più efficace per ridurre il rischio di questo temibile infortunio.

