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Notizie dai centriTorino

“Dottore, sono dritto?”: il mito della perfetta simmetria del corpo umano

L’asimmetria è una caratteristica naturale del sistema muscolo-scheletrico e del sistema nervoso: l’obiettivo non è diventare perfettamente simmetrici, ma migliorare funzione, equilibrio e benessere

Chiropratico Franco Cento Isokinetic
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Contents
Simmetria apparente, asimmetria realeLeggere il corpo per capire il dolore

Almeno una volta al giorno mi sento chiedere la stessa domanda: “Dottore, sono dritto?”.  Per molti il senso di asimmetria che deriva da tensioni muscolari e l’osservarsi in uno specchio con occhio attento e anche un po’ preoccupato fa sorgere mille dubbi. A non facilitare il ragionamento anche le continue informazioni di professionisti che per spiegare il loro lavoro entrano nel dettaglio di bacini storti, gambe corte e tronchi ruotati.

Simmetria apparente, asimmetria reale

Proviamo a fare un po’ di chiarezza e a toglierci un po’ di ansia con un ragionamento sull’anatomia e fisiologia dell’apparato muscolo-scheletrico e sul sistema nervoso del nostro corpo.

Il corpo umano si presenta con una simmetria bilaterale esterna utile per la deambulazione e l’equilibrio nel movimento. Quando camminiamo, accompagniamo il movimento delle gambe con l’oscillazione delle braccia. Con la gamba destra avanti usiamo il braccio sinistro e ruotiamo il busto con il braccio per dare equilibrio.

Fin qui viene da pensare che il nostro sistema nervoso sia organizzato in modo simmetrico. Se ci danno un oggetto, istintivamente allunghiamo però una mano di preferenza. La maggior parte di noi usa la destra (circa l’80%), i restanti la sinistra. Questo perché parte dell’organizzazione del nostro sistema nervoso tende a lateralizzare la coordinazione del movimento. Quindi è, per natura, asimmetrico. A parte una piccola percentuale di ambidestri che riescono a usare indiscriminatamente entrambe le mani in modo quasi sovrapponibile, la maggior parte di noi ha una mano e un piede di preferenza.  Si dice che lateralizza la sua coordinazione. Inevitabilmente questo crea una presentazione asimmetrica nella forma del corpo. 

Il nostro corpo è apparentemente simmetrico nella sua anatomia moscolo-scheletrica ma asimmetrico nella sua organizzazione motoria

Dott. Franco Cento

Se ci osserviamo attentamente, noteremo un pettorale più tonico dell’altro, un fianco leggermente più alto dell’altro, un braccio che sta più avanti e via dicendo. Se poi per aumentare le asimmetrie funzionali abbiamo praticato per anni sport asimmetrici come, ad esempio, il tennis o il calcio, la cosa si fa ancora più palese. Fin qui tutto normale.

Possiamo quindi concludere che il nostro corpo è apparentemente simmetrico nella sua anatomia moscolo-scheletrica ma asimmetrico nella sua organizzazione motoria. 

Leggere il corpo per capire il dolore

Perché allora si cerca spesso di risolvere i dolori fisici partendo da descrizioni dettagliate di come il nostro corpo si presenta?

Quando i chiropratici o atri professionisti della salute guardano il corpo del paziente, cercano di capire come strutturare il loro percorso di cura partendo da un’analisi di come il corpo si è abituato nel tempo alle attività quotidiane o ai traumi. Questa analisi può mettere in luce problemi detti “strutturati” come, ad esempio, una scoliosi o acquisiti dalla pratica: per esempio, un braccio muscolarmente più grosso.

È importante chiarire un aspetto fondamentale, per evitare di creare inutili ansie quando si osserva o si analizza il proprio corpo: ciò che vediamo è il risultato di come il corpo si è adattato nel tempo. Le descrizioni che vengono fatte servono principalmente a comprendere il percorso che il corpo ha seguito e a classificare alcune modalità di presentazione. Non rappresentano giudizi definitivi su chi siamo o su come ci muoviamo.

Quando qualcuno mi chiede: “Dottore, sono dritto?”, la risposta è sempre la stessa:
“Nessuno lo è”.

Dott. Franco Cento

Bisogna inoltre considerare che le variabili che influenzano e modificano il nostro corpo sono numerosissime e, in molti casi, difficili da comprendere, spiegare o classificare con precisione. Il lavoro sul corpo si concentra soprattutto nel ridurre quelle rigidità articolari e muscolari che si sono sviluppate nel tempo come strategie di adattamento: modi che il corpo ha trovato per sostenere meglio i carichi imposti da abitudini quotidiane, traumi, oppure anche semplicemente da stress, preoccupazioni o mancanza di sonno.

L’obiettivo è individuare eventuali aree di debolezza e rinforzarle, così da favorire una funzione più equilibrata. Si cerca quindi di facilitare il movimento e migliorare la capacità del corpo di adattarsi al proprio ambiente. Non si tratta di trasformare radicalmente il corpo, ma piuttosto di riportare armonia alla sua funzionalità.

Per questo, quando qualcuno mi chiede: “Dottore, sono dritto?”, la risposta è sempre la stessa: “Nessuno lo è. Però possiamo comunque lavorare per aiutarla a stare meglio.”

Franco Cento

Il Dott. Franco Cento è un chiropratico di Isokinetic Torino.

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