Il dolore fa parte della quotidianità degli atleti di altissimo livello e Jannik Sinner non rappresenta un’eccezione.
Il problema al ginocchio destro del numero uno al mondo sarebbe riconducibile alla sindrome della bandelletta ileotibiale, una patologia piuttosto comune nello sport.
A fare chiarezza è Fabrizio Tencone, Direttore del centro Isokinetic di Torino, in una intervista su La Gazzetta dello Sport.
Tencone invita alla prudenza, sottolineando che senza una visita diretta è possibile formulare soltanto delle ipotesi. Un elemento appare però rassicurante: la scelta dei medici di procedere con una terapia conservativa e senza intervento chirurgico. Se ci fossero state lesioni importanti, infatti, secondo Tencone sarebbe stata probabilmente presa in considerazione l’operazione.
I problemi tendinei cronici sono frequenti tra gli sportivi e nella maggior parte dei casi vengono affrontati senza chirurgia. Anche il dolore, per un atleta professionista, non rappresenta necessariamente un segnale d’allarme. Diventa però un problema quando limita la prestazione, come potrebbe essere accaduto nel caso di Sinner. Per questo l’obiettivo è risolvere la causa prima di tornare stabilmente alle competizioni.

Se fosse confermata la natura infiammatoria del problema, secondo Tencone non ci sarebbero rischi per il prosieguo della carriera. La parola chiave resta però pazienza, perché i tendini richiedono tempi di recupero più lunghi rispetto ad altri tessuti. Per ottenere risultati significativi possono essere necessarie almeno dodici settimane di trattamento e riabilitazione.
Oltre al tempo, un ruolo decisivo è svolto dal recupero della forza muscolare. Il rinforzo, infatti, può produrre stimoli favorevoli alla riparazione e alla funzionalità del tendine. Gli esercizi possono essere svolti anche in presenza di una moderata sintomatologia dolorosa, aumentando progressivamente i carichi. Secondo Tencone, proprio l’esercizio rappresenta oggi uno degli strumenti più solidi nel trattamento delle tendinopatie.
