I frequentatori della montagna spesso pensano agli infortuni sugli sci o sullo snowboard come episodi improvvisi e spettacolari, come cadute o collisioni che portano a distorsioni al ginocchio, fratture o lussazioni della spalla. In realtà, diversi studi scientifici recenti (1,2) sottolineano che esiste anche un capitolo importante rappresentato dalle lesioni da sovraccarico (overuse), dovute a microtraumi ripetuti nel tempo.
Perché si parla di “sovraccarico”?
Quando sottoponiamo tendini, muscoli o articolazioni a stress eccessivi e ripetuti, può verificarsi una reazione infiammatoria cronica, con dolore che compare gradualmente o in alcuni casi anche improvvisamente, per la classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso”.
Sci alpino, sci di fondo, snowboard, pattinaggio o addirittura l’hockey su ghiaccio: ognuna di queste discipline può provocare problematiche da sovraccarico anche in assenza di un singolo trauma acuto.
- Spalla e arto superiore: uno studio pubblicato sul European Journal of Orthopaedic Surgery & Traumatology nel 2023 (1) mostra che le lesioni a spalla, polso e mano sono frequenti e, in alcune discipline, addirittura più comuni di quelle al ginocchio. Questo vale specialmente nello snowboard, dove cadute “all’indietro” portano a impatti sul polso e sulla spalla.
- Ginocchio e lombalgia: restano punti critici, anche secondo altri studi scientifici (2) sugli atleti delle Olimpiadi Invernali. Il ginocchio resta uno dei distretti più a rischio, ma sta emergendo in modo rilevante anche il mal di schiena (zona lombare), spesso legato a carichi intensi e ripetuti sulla colonna.

Dati recenti: attenzione anche alla preparazione estiva
Un altro aspetto messo in luce dalla letteratura scientifica (4) è che ben il 40% degli infortuni degli sciatori agonisti si verifica fuori dalla stagione di gara. Infatti, allenamenti estivi (spesso su ghiacciai o in trasferta nell’emisfero australe) e preparazioni atletiche in palestra possono favorire microtraumi o problematiche di tipo tendineo. Questo vale sia per i professionisti, ma anche per gli appassionati che non si fermano mai davvero. Un eccesso di sedute di corsa in discesa, esercizi sbilanciati o carichi troppo elevati possono generare sovraccarichi, enfatizzando che la prevenzione degli infortuni invernali inizia ben prima della prima neve.
Come riconoscere un infortunio da overuse
- Dolore graduale: Inizialmente lieve, si accentua con l’attività e diminuisce a riposo.
- Rigidità o gonfiore: Spesso presenti al mattino o dopo lo sforzo.
- Riduzione della performance: Si notano piccoli cali, ma senza un singolo evento traumatico.
Quando si sottovalutano questi segnali, il rischio è di trovarsi con un dolore persistente che limita l’attività sportiva e la vita quotidiana.
Prevenzione: un approccio attivo, non solo “riposo”
Pensare di prevenire o curare le lesioni da sovraccarico solo “facendo meno” o ricorrendo al semplice massaggio decontratturante è poco efficace. Alcuni consigli chiave:
- Potenziamento muscolare mirato: Lavorare su forza e stabilità, in modo progressivo, per ridurre gli stress articolari.
- Esercizi di flessibilità e controllo neuromotorio: Movimenti accurati, specialmente nei cambi di direzione e nelle sollecitazioni su ginocchia e caviglie.
- Recupero adeguato: Non trascurare il riposo tra una sessione e l’altra (almeno 1-2 giorni a settimana). L’obiettivo è permettere alle strutture tendinee e muscolari di rigenerarsi.
- Analisi biomeccanica e visita specialistica: Per gli atleti o i praticanti di buon livello, un controllo con valutazione funzionale può rivelare piccoli difetti di movimento che, sul lungo periodo, portano a sovraccarico.
La montagna “vuole gamba”, ma anche intelligenza e strategia
Godersi lo sci, lo snowboard o l’arrampicata su ghiaccio in modo duraturo significa impegnarsi per una preparazione fisica e tecnica all’altezza. Ricordiamoci che i problemi da sovraccarico iniziano spesso in sordina, senza grandi clamori, ma a lungo andare possono creare danni importanti.
Sulla base di queste evidenze, fare prevenzione diventa un percorso attivo: sessioni di preparazione e rafforzamento, allenamenti progressivi, recuperi adeguati e il supporto di professionisti competenti nella diagnosi e nel trattamento.
Seguire queste linee guida permette di prolungare la vita sportiva, ma soprattutto di mantenere alta la passione per le montagne e gli sport invernali, minimizzando i rischi di infortunio e garantendo la miglior performance possibile.
Articolo a cura del Dr. Marco Gastaldo, Medico chirurgo di Isokinetic Torino, specialista in Fisiatria, ecografista, specializzato in traumatologia sportiva e recupero degli infortuni
Riferimenti alle evidenze scientifiche citate:
- Hurt et al. (2023) European Journal of Orthopaedic Surgery & Traumatology.
- Zang et al. (2023) Journal of Sports Science and Medicine.
- On et al. (2019) Clinics in Orthopedic Surgery.
- Alhammoud et al. (2020) Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports.