Oggi accendiamo i riflettori su un disturbo tanto comune quanto spesso sottovalutato: la sindrome retto-adduttoria, conosciuta ai più come pubalgia.
Si tratta di una condizione che colpisce in particolare chi pratica sport con movimenti ripetitivi e intensi, come corsa, calcio o fitness. Il dolore si localizza nella zona pubica e inguinale, rendendo difficili anche i gesti più semplici.
Ma quali sono le cause?
Nella maggior parte dei casi si tratta di uno squilibrio muscolare tra addominali e adduttori, spesso associato a sovraccarico funzionale. Allenamenti intensi, scarsa prevenzione e recupero insufficiente sono fattori determinanti.
I numeri parlano chiaro, soprattutto nel calcio.
Secondo le stime più attendibili, tra il 30% e il 50% dei calciatori soffre almeno una volta di pubalgia. In pratica, fino a 5 giocatori su 10 devono fare i conti con questo problema nel corso della carriera. In alcune squadre professionistiche, ogni stagione, più di un atleta su tre presenta sintomi inguinali. Un dato che evidenzia quanto il fenomeno sia diffuso anche ai massimi livelli.
E non finisce qui. Chi ha già sofferto di pubalgia ha un rischio elevato di recidiva. Questo rende fondamentale una corretta gestione del recupero. I sintomi principali includono dolore persistente, rigidità e difficoltà nei cambi di direzione.
La prevenzione gioca un ruolo chiave.
Esercizi di rinforzo mirati, stretching e una programmazione equilibrata degli allenamenti possono fare la differenza. Anche l’ascolto del proprio corpo è essenziale per evitare peggioramenti. In caso di dolore, è importante intervenire subito con fisioterapia e riposo controllato. Solo così è possibile tornare a muoversi in sicurezza e senza dolore.
Il Direttore di Isokinetic Rimini, Roberto Acquaviva, e il Direttore sanitario Jacopo Gamberini sono stati ospiti del programma Tutta Salute in onda su IcaroTV.
