Il Dott. Fabrizio Tencone, Direttore di Isokinetic Torino, è stato il protagonista di una intervista video su Tuttosport.
Il tema dei colpi di testa nel calcio giovanile è tornato al centro del dibattito sportivo dopo la decisione del Como 1907 di limitarne l’utilizzo nel proprio settore giovanile. Un argomento delicato, che merita di essere affrontato con competenza e senza inutili allarmismi. Ne ha parlato il Prof. Fabrizio Tencone, Direttore di Isokinetic Torino, che di recente ha approfondito la questione anche in una intervista a Tuttosport.
Una distribuzione fondamentale
«Il primo passo è distinguere il colpo di testa volontario dai traumi cranici accidentali, come gli scontri testa contro testa”, spiega il Dott. Tencone. «Si tratta di due situazioni molto diverse, che non vanno confuse quando affrontiamo il tema della prevenzione».
Nei bambini, sottolinea lo specialista, l’attenzione deve concentrarsi soprattutto sull’allenamento. «In partita il colpo di testa è generalmente un gesto occasionale. Durante un’esercitazione, invece, può essere ripetuto numerose volte in pochi minuti. È proprio su questo aspetto che dobbiamo intervenire con intelligenza».
Non demonizzare, ma introdurre gradualmente
Limitare le ripetizioni non significa demonizzare il gioco aereo. «Al contrario», precisa il Dott. Tencone, «significa introdurlo gradualmente, utilizzando palloni, carichi e modalità adeguate all’età dei ragazzi. Può diventare persino un’opportunità formativa».
Ridurre i colpi di testa in allenamento, infatti, lascia più spazio allo sviluppo di altre abilità fondamentali: la coordinazione, il controllo della palla, il gioco a terra e la capacità decisionale. Elementi che rappresentano la base della crescita di un giovane calciatore.
Prudenza, non allarmismo
Sul fronte scientifico, il messaggio del Dott. Tencone è improntato all’equilibrio. «Le prove disponibili richiedono attenzione, ma devono essere interpretate con equilibrio. Non servono allarmismi, bensì prudenza, formazione e protocolli condivisi. È questa la strada giusta per tutelare la salute dei più giovani senza privarli del piacere di giocare».
Gli allenatori come insegnanti
Un ruolo centrale, in questo percorso, è affidato agli allenatori dei settori giovanili. «Sono prima di tutto insegnanti di calcio”, conclude il Dott. Tencone. «Hanno il compito di aiutare i bambini a migliorare, a divertirsi e a crescere in un ambiente competente e sicuro. La prevenzione passa anche attraverso la loro formazione e la loro sensibilità».
